In questa intervista B.K.S. Iyengar , che sta per compiere 90 anni , parla dal cuore, della sua vita e di ciò che viene chiamato il Metodo IYENGAR YOGA.

Il grande maestro dello yoga moderno, è nato  a Bellur,  India il 14 dicembre 1918 . Iyengar , che soffriva di tubercolosi, fu iniziato alla pratica dello yoga  all’età di 14 anni, da suo cognato T. Krishnamacharya. Iyengar fu il primo a fare uso di attrezzi per rendere lo yoga accessibile a tutti. E’ autore di molti libri, tra i quali “ Teoria e pratica dello yoga” che viene considerata una specie di “bibbia”  da molti praticanti. Iyengar vive attualmente a Pune in India e  a tuttoggi pratica ogni giorno.

SECONDO LEI COS’E’ L’IYENGAR YOGA?

Ridendo risponde : “ non lo so nemmeno io” per convenienza la gente ha dato alla mia pratica il nome Iyengar Yoga. Io cerco semplicemente di allineare il corpo fisico con il corpo mentale, il corpo mentale con il corpo intellettuale ed il corpo intellettuale a sua volta, con il corpo spirituale, per raggiungere un equilibrio tra di loro. Ogni asana è caratterizzata da un allineamento ed un posizionamento ottimale, dalla testa ai piedi, dalla parte anteriore alla parte posteriore del corpo, da destra a sinistra, evitando per quanto possibile qualsiasi deviazione. Oltre a questo non mi sembra di aver fatto altro. Si tratta semplicemente dello  yoga tradizionale, tramandatoci dai nostri antenati, dai nostri guru e da Patanjali.

COM’E’ OGGIGIORNO LA SUA PRATICA?

Anche adesso cerco di fare il meglio di quanto il mio corpo mi concede. Pur con i miei 90 anni riesco ancora a praticare ed eseguo sirsasana per mezz’ora senza vacillare. Riesco ancora ad improvvisare ,  anche a migliorare ed è questo che mi permette di praticare ancora con grande energia. Il corpo fisico ha i suoi limiti, per cui praticherò fino al mio ultimo respiro al fine di non diventare schiavo della mente, ma piuttosto padrone della mente . L’età avanzata permette all’uomo forte di prepararsi per l’addio. Stò superando la paura e vivo senza timori.

AVENDO RAGGIUNTO I 90 ANNI, CHE COSA PENSA SIA INDISPENSABILE PER CONDURRE UNA VITA FELICE?

Unire l’energia del corpo con l’energia dell’anima. C’è una differenza tra felicità ed estasi. La felicità esiste a livello mentale. Il piacere, l’estasi va oltre il mentale. Quando si guarda un tramonto , non lo si guarda con la mente ma piuttosto da oltre la mente, oltre se stesso, da uno stato di esperienza. La mia pratica va oltre il mentale, non è limitata a questo livello. La felicità è la gioia dei sensi, ma l’estasi è la felicità spirituale.

PERCHE’ HA DEDICATO LA PROPRIA VITA ALL’INSEGNAMENTO DELLO YOGA?

E’ Dio che deve rispondere a questa domanda, non io . Non è stato per scelta ma è stato piuttosto per caso, io ho colto l’occasione trasformandola in scelta. All’epoca accusavo diversi disturbi e grazie allo yoga cominciai a stare meglio . Pensai: ”vediamo cosa mi può insegnare lo yoga” lo yoga mi ha permesso di capire molte cose. Non riesco proprio a scindermi dalla mia pratica. Io sono le asana e le asana sono me. Ho detto precedentemente che sono in pensione, ma ho detto una bugia perché ancora insegno all’età di 90 anni. Durante le mie lezioni correggo i corpi dei miei allievi con la mia forza ed è questa forza che alimenta la mia vita e che mia da energia. E’ grazie alla mia pratica che non invecchio.

PER CHE COSA VORREBBE ESSERE RICORDATO?

Dio mi ha dato in dono qualcosa ed io a mia volta dono ai miei allievi. Non so quanto riescano ad apprendere , ma il mio compito è quello di dare il meglio di me stesso. Il messaggio che Dio mi ha inviato è questo : “ Fai in questo modo, non fare in quel modo”. E’ così che Dio esiste attraverso la mia pratica dello yoga.

COSA PENSA DEL MODO IN CUI LO YOGA VIENE PRATICATO NELL’OCCIDENTE?

Cara amica, lo yoga è un’arte è quindi non può essere differenziato. E’ stato creato per l’uomo e quindi è per tutti.L’arte è Dio, Dio  è l’arte. Per me si tratta di una saggezza fondamentale. Non faccio differenza tra occidente ed oriente, nord e sud, India  o America. Il corpo umano è universale. L’intelligenza è universale. L’anima è universale. Lo yoga e l’arte sono universali e quindi destinati a tutti senza distinzione di nazionalità. E non importa nemmeno che venga praticato in maniere diverse in posti diversi.

CHE MESSAGGIO VORREBE MANDARE AI SUOI ALLIEVI SPARSI NEL MONDO INTERO?

Voglio che ogni essere umano del mondo sia liberato dalla malattia e che impieghi la propria vita in modo attivo. Le acque del fiume scorrono, non sono stagnanti. La vita è una forza in azione come il fiume stesso , le cui acque sono sempre fresche . Ogni momento ha una nuova energia . Lo yoga permette il flusso dell’energia. La vita è un fluire mentre la mente è stagnante e quindi voglio che la mente sia un fluire come lo è l’energia vitale. Lo yoga aiuta l’individuo e se il mondo intero praticasse lo yoga, non  ci sarebbe bisogno di medici nel mondo. Lo yoga ha un potere curativo e la salute non dovrebbe essere vista solo da un punto di vista fisico ma piuttosto da uno  divino. La nascita e la morte non dipendono da noi, ma possiamo solo controllare la vita che trascorre tra la nostra nascita e la nostra morte. Ogni individuo deve quindi chiedersi : “come posso utilizzare questa vita tra nascita e morte?” Questa è la domanda a cui deve rispondere ogni individuo. Cercate di non sciupare le vostre vite ma di svilupparle attraverso la pratica dello yoga.

Intervista di Diane Anderson apparsa nello Yoga Journal americano, dicembre 2008 n° 216.

Tradotto da Lari Levi in occasione del 90esimo compleanno di Guruji .